Go Yankees Go! July 21, 2007
Posted by Luca Marchetti in Friends, Holiday, New York, USA.trackback
Sabato mattina, splendida giornata di sole, quale momento migliore per esplorare Central Park?
E’ difficile descrivere in maniera adeguata la bellezza di questo parco. Nel pieno centro di una città moderna e ricolma di grattacieli come New York, si cela questo meraviglioso rettangolo (gli americani le cose le fanno mooolto precise) di natura. La sua estensione (ben 3,4kmq!) lo rende un’oasi adatta a qualunque esigenza: si trovano laghi artificiali pieni di uccelli (per gli appassionati di birdwatching), piste cicliabili e corsie per
il jogging, sterminati prati pieni di gente impegnata a godersi un po’ di relax, e persino uno zoo.
Il picnic a Central Park è un momento indimenticabile, così come il sonnellino che segue: serviva proprio un attimo di completo riposo dopo le lunghe maratone di questi giorni. Accantonata l’idea di affittare i pattini, per il costo proibitivo (ben 20$ per l’intera giornata senza possibilità di noleggiarli a ore), ci godiamo una rilassante passeggiata lungo i sentieri del parco, prima di tuffarci nella metropolitana, destinazione: lo Yankee Stadium!
Nessuno di noi è patito di baseball, io persino non conosco le regole e devo farmele spiegare, ma una partita di baseball negli Stati Uniti è un’evento che non si può saltare.
Dopo una corsa per arrivare in tempo e prendere dei biglietti non proprio economici, ci prepariamo ad assistere alla partita.
Sembra di essere dentro uno di quei film americani, dove le famiglie vanno allo stadio a tifare per la squadra del cuore. L’interno dello stadio è
impressionante: il diamante in terra battuta, il tappeto verde degli esterni, le gradinate, i tabelloni dove si proiettano promesse di matrimonio, tutto è esattamente come nei film.
Sarà che c’è troppa differenza tra le squadre (NY Yankees contro Tampa Bay è un po’ come Roma contro Frosinone), sarà che noi siamo abituati ai cori, alle ola, ai fumogeni, non riusciamo ad appassionarci più di tanto. Se non fosse per qualche ragazzino, non ci sarebbe neanche qualche tentativo di incitazione!
A parte due homerun (i famosi fuoricampo) e qualche decisione arbitrale, non proprio degerita dal pubblico, le 4 ore di partita filano via tranquille.
Ah dimenticavo: anche qui c’è il momento pratriottico con un “God Bless America”, lanciato nel bel mezzo dell’incontro per commerare non so quale emerito cittadino americano.
Alla fine ce ne andiamo via contenti di questo bel momento americano, forse anche solo di sfuggita siamo riusciti a condividere qualcosa di questo gioco, in fondo interessante, una volta che conosci le regole (si ma che leeeento che è!!!!).








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