Le Cascate del Niagara July 13, 2007
Posted by Luca Marchetti in Canada, Friends, Holiday, Niagara, USA.trackback
Il tempo è denaro. Così recita un vecchio adagio e noi sicuramente non avevamo molti giorni da trascorrere in relax.
Giusto il tempo di fare tappa dalla mitica Roberta, la cui casa diventerà la nostra base nell’ultima parte del nostro viaggio, ed eccoci pronti a macinare chilometri.
Prima di partire avevamo vagliato varie soluzioni per affrontare questa lunga tappa. Alla fine la nostra scelta ci ha fatto noleggiare una magnifica Toyota con ben 8 posti, climatizzatore, cruise-control, cambio automatico e un comodo bagagliaio per tutti i nostri averi.
Alla guida ci alterniamo io e Matteo, e solo a tarda nottata, dopo vari colloqui telefonici, approdiamo sul lato canadese delle cascate del Niagara.
Purtroppo alle due le luci che le illuminano sono spente e noi abbiamo giusto il tempo di sentirne il rumore, prima di crollare nel nostro letto: alle 2 di notte, dopo circa 800km la stanchezza è veramente tanta.
L’ostello dove alloggiamo è in realtà una casa privata, dotata di ben 3 piani (oltre a un ampio pian terreno dotato di 3 saloni, 2 cucine e svariati bagni), un posto che sembra uscito da una cartolina d’altri tempi. Il pianoforte ben curato, il pavimento di legno che scricchiola ad ogni passo e un microscopico giardino ricordano un po’ una casa di bambole versione extralarge, che ci rende gradevolissimo il soggiorno sulle cascate.
La città non offre grandi attrattive, la classica trappola per turisti, che ricorda un po’ Las Vegas, con i suoi finti palazzi-che-ricordano-i-monumenti-altri-paesi, fast-food, ristoranti. Ma noi abbiamo tutto il tempo che vogliamo, e ci concediamo anche delle costolette di manzo niente male, dopo una dieta quasi vegetariana durata 2 settimane.
La vista delle Cascate è spettacolare. Piccoli omini incappucciati, simili a tante formichine blue (il colore dell’impermeabile dato in dotazione), si arrampicano lungo i sentieri che portano fin sotto le cataratte, tracciati con l’unico scopo di rendere l’esperienza ancora più bagnata.
Il giro sul battello è un’attrazione irrinunciabile, e tutto sommato niente male. Peccato che il tempo sia un po’ variabile e gli spruzzi della cascata si confondono con le gocce di pioggia.
Alla fine saremo tutti zuppi, ma contenti.
Il lato americano presenta una visione diversa. Probabilmente meno affascinante, ma ha il pregio di mostrare esattamente il punto in cui l’acqua si rovescia nel vuoto. Ci divertiamo un po’ a scherzare con la linea di confine, esattamente al centro del ponte che unisce le due sponde.
Probabilmente però le cascate offrono il loro lato migliore la sera, quanto le luci colorate dipingono sull’acqua motivi splendidi.
E’ uno spettacolo impressionante, così come i fuochi che vengono sparati solamente il venerdì sera.
Solo a tarda notte, ormai stanchi per le lunghe ore in piedi, ci avviamo nel nostro ostello, pronti a ripartire per la prossima tappa: Montreal.








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